Arte e Matematica hanno radici comuni: il mistero della creatività umana e la ricerca della bellezza…
Parlare oggi di arte-matematica sembra riferirsi ad una qualche forma di avanguardia artistica. In effetti, l’arte sta alla matematica come la matematica sta all’arte: entrambe sono frutto di una creatività primaria della mente umana e sono protese all’indagine della realtà, se non della ricerca della bellezza.
L’evoluzione delle discipline artistiche nel corso del XX secolo, ha creato un distacco rispetto al tentativo di definire la misteriosa e sfuggente bellezza. Al di là del vecchio adagio “non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace”, le arti, che tanto si avvalgono dei “social media” per la circolazione delle idee agli albori del XXI secolo, hanno relativizzato nella loro pratica il concetto di bellezza, che non è più l’oggetto principale di discipline diverse, ma è diventato quasi un “disvalore” nella pratica artistica contemporanea.
Curiosamente, così non accade nella scienza e nella matematica che ne è il fondamento. Una formula, un diagramma, una teoria che mostrano una certa bellezza sono con buona probabilità anche veri, prima ancora di trovarne una verifica e una dimostrazione. Viceversa, una formula che appare brutta, disordinata, priva di simmetrie significative, anche se pare inizialmente funzionare ed essere vera nella descrizione di qualche fenomeno, lascia lo scienziato insoddisfatto, spingendolo alla ricerca di una revisione, di una semplificazione e alla ricerca di un principio superiore che possa riscriverne la formulazione.
Si potrebbe anche dire che, siccome la matematica è a fondamento della descrizione della realtà fisica con i suoi fenomeni, ogni arte è in qualche modo matematica potendo ricondursi a qualche sua regola implicita (simmetria, asimmetria, teoria del caos, trasformazione ed invarianza nel tempo, etc.). Forse ciò dipende anche dalla mente dell’artista che, essendo a sua volta fenomeno fisico (ancorché poco compreso), è modellata a sua volta, anche inconsapevolmente, dai complessi fenomeni riconducibili a modelli matematici . Così per esempio è stata riscontrata nelle opere dell’action painting di J. Pollock la rilevanza di schemi frattali, cui certo l’artista non badava ma che dovevano saziare la sua mente nel ritenere un’opera “conclusa”, e che oggi possono essere utili nel distinguere i quadri autentici da quelli fasulli.
Fatte queste premesse, l’arte che qui si presenta ha certamente un carattere di consapevole volontarietà nel perseguire l’indagine visiva dei concetti matematici indagati. Se la matematica mostra una misteriosa bellezza, la sua resa visiva ha un duplice scopo. Mostrare in un modo prettamente visivo e nitido immagini derivate dalle elaborazioni di regole di numeri, riaffermando, anche a livello matematico, l’inscindibile unione tra la rappresentazione astratta dei numeri con quella più tangibile delle figure. Inoltre, proprio partendo dalle proprietà visive, mostrare l’unione di grande complessità ed estrema semplicità, che creano un fascino insopprimibile nella mente dell’osservatore. Senza dimenticare che l’unione di forme e colori sono certamente capaci di offrire una reazione psichica, che in questo contesto poco esplorato si vorrebbe anche filosofica nella contemplazione dell’infinità di forme ottenibili da semplici regole. Questa convergenza invece che frustrare l’immaginazione, la slancia e la incanala nella constatazione interiore che la varietà delle immagini, per quanto complesse, è sempre riconducibile ad una unitarietà di fondo; allo stesso modo la vita individuale unica e irripetibile può essere esperita come appartenente ad un disegno più vasto, uscendo dagli schemi dell’individualismo e dell’incomunicabilità che ammorbano la nostra era contemporanea, dove la visione estremamente antropocentrica (sì, ma quale uomo?) sembra piuttosto una scusa per riaffermare le leggi della sopraffazione del forte sul debole, a danno dell’intera creazione, e, in ultima analisi, anche dell’habitat umano.
Se il mondo è matematico, e la mente che lo esperisce è formata ugualmente su queste regole di semplice complessità, l’invito dell’arte-matematica è quello della contemplazione del nesso tra l’essere umano e il suo habitat universo, che è formato su criteri di bellezza che restano in buona parte ancora da esplorare, anche con strumenti scientifici e anche dentro di noi…
Le immagini selezionate esprimono i due centri principali di ricerca visiva: l’aritmetica dei colori dei numeri interi e la sezione aurea.
Articolo critico di Bruno D’Amore.





























